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cassetta degli attrezzi

come fai a fissare un quadro, una foto alla parete? A riparare una tapparella, o semplicemente per scrivere o fare un disegno? Ti serve sapere (esperienza) che se non batti con il martello sulla punta del chiodo appiattendola, farai un mucchio di crepe sulla parete. Devi sapere che se il muro è fatto di cartongesso il tuo chiodo entrerà tutto e non terrà su la foto. Se il muro è fatto di cemento armato, il tuo chiodo si piegherà e non entrerà nel muro. Se nel muro di mattoni c’è un tubo dell’acqua e tu lo prendi, o non entra il chiodo, oppure uscirà un sacco d’acqua. Se nel muro passano i cavi elettrici, il tuo chiodo farà saltare la luce, o prenderai la scossa.

Ok, abbiamo rotto il ghiaccio, la domanda da minestra qui adesso è: quindi?

Quindi, sei alta un metro e un tappo, quindi per mettere quella cazzo di cornice ti serve una scala, altrimenti i tuoi ospiti dovranno tutti piegarsi per guardare la foto. Ti serve un martello, almeno cinque chiodi, un po di stucco, un po di vernice con lo stesso colore della parete che trafiggerai. In fine ti servirà la scopa e la paletta, ma se hai il parquet a terra dovrai procurarti un asciugamano che raccolga le spoglie cadenti del muro.

Se devi cucire un vestito per un film, ti serve la stoffa, aghi, filo, gesso, metro, macchina da cucire, tavolo, forbici, carta, modelli, rotoli di filo, spilli. Cominci a tagliare e fai un gran casino. Non sai che si taglia sempre più largo e si mettono i punti di imbastitura, per fare la prima prova, poi si usa la macchina da cucire e si fa il primo passaggio. Ma in vita non sapevi di lasciare più stoffa per l’elastico, sugli spazi dei bottoni non sapevi che dev’esserci la stoffa doppia ritorta per l’asola che va prima cucita e poi tagliata. Peccato che hai scelto la stoffa rosa shocking, non centra niente con il personaggio della storia.

Ruth Carter, una artista che stimo molto, e la stima molto anche Steven Spielberg, quando deve creare i vestiti per un film, inizia una lunga ricerca. Per esempio per un film sugli schiavi di colore, è andata a cercare nelle pubblicazioni delle taglie sulle teste degli schiavi scappati. Dalla descrizione dell’altezza, dei vestiti indossati da una schiava scappata è riuscita a ricostruire il personaggio. Se non abbiamo bene in mente che cosa vogliamo descrivere, scriveremo tanti sostegni alla nostra tesi, ma non arriveremo mai al punto. Quando una storia è autentica rimane la stessa. – Stephen Kiing.

Quindi: quando non dovrete più modificare il testo, il senso, la caratterizzazione, il libro sarà ok!

Quale cassetta degli attrezzi è migliore? La vostra!

Ognuno avrà uno o più cassetti, con o senza serratura, alcuni li porterà sempre con se; costantemente. Altri li abbandonerà con il maturare del suo scrivere.

Ogni ritaglio di memoria vi servirà durante il viaggio. Ah dimenticavo, non ve l’ho detto: dove va il o i personaggi, andate anche voi. Ah non ve l’aveva detto nessuno? Mi dispiace, ma ci sono due viaggi sovrapposti nella scrittura, il viaggio dell’eroe, e il viaggio dello scrittore. Se uno dei due si ferma, rinuncia, muore, Muore anche chi scrive!

Dovete osare, dovete riempire e poi togliere peso. Imparare ad emozionarvi, prendere quel cazzo di momento microscopico in cui il cuore ha sobbalzato, e richiuderlo ancora urlante nel cassetto. Un giorno vi servirà, e lo avrete lì, a disposizione, come tutti gli altri.

Se il direttore d’orchestra è un incapace, ascolterete una musica di merda, ops. una merda di musica. Ops. Che merda sta musica! Ops. Chi cazzo sta suonando sto schifo di melodia? Ogni musicista ha una parte, note diverse, melodie diverse, tempi e ritmi diversi, strumenti diversi, e abilità diverse. Così saranno i vostri personaggi. Dovranno muoversi, a vostro piacimento, ma nel leggervi si dovrà sentire il ritmo, la forza, l’adagio, l’allegro ma non troppo, insomma la vostra sinfonia.

Quindi? Quale è la vostra melodia? Ne avete una? Cosa vi piace?

Partite da qui e poi ne riparliamo!