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dammi la dopamina

«voglio la dopamina!!! La voglio!!!»

Bischero che non sei altro, la dopamina ti farà dormire profondamente, ti farà scollegare il cervello, ti renderà tranquillo, metterà in equilibrio i tuoi ritmi sonno-veglia; ma non potrà ma metterti nel cervello la capacità di diventare uno scrittore. Possiamo parlare dell’alcol utilizzato da quei simpatici ubriaconi di Stephen King o di James Joyce, due nomignoli no? Ma loro erano scrittori prima di ubriacarsi. «Dammi la dopamina!» – Non ti do un cazzo! – Anzi cerco di spiegarti cosa devi darti: una calmata! Non esiste pillola o sostanza che ti insegni a scrivere. Che ti dia lo spunto, il contenuto, le parole da mettere in fila, una dietro l’altra.

        «Dammi la dopamina!» Serve costanza, fatica, abitudine, routine. Hai presente quando chiedi ad Alexa: fammi ascoltare la mia routine e lei parte alla grande, prima il meteo, poi le notizie, poi tecnologia dal mondo, poi la rubrica di Milena Gabanelli, mica se l’è inventata lei, un’intelligenza artificiale: un oggetto. Hai dovuto scaricare la app sul tuo cellulare, collegarla al dispositivo, dargli vita collegandola con una rete wi-fi, e poi scegliere le preferenze da ascoltare. Sicuramente hai scelto fra tante cose, ma alla fine gli argomenti scelti, ogni giorno si aggiornano, e riportano notizie o contenuti nuovi, originali. Il tuo cervello è: un oggetto. Quindi come cazzo vuoi che prendendo una pillola, la dopamina, si programmi, trovi nella rete neuronale la routine giusta e gli argomenti per scrivere? Lo devi impostare, programmare, organizzare. Questa cosa la devi fare tutti i giorni. Vuoi sapere come fa Stephen King a riprogrammare il cervello per scrivere? Si alza tutti i giorni, si chiude nel suo antro, scrive 10 pagine di testo, isolandosi per sei ore. Tutti i giorni. Il consiglio che dà ai nuovi scrittori è di prendersi due settimane e scrivere per sei ore tutti i giorni, senza sosta. Poi alla fine, si analizzerà cosa tenere e cosa buttare. Ma per fare come King, bisogna prepararsi, la sera prima: la routine quotidiana, la colazione, i vestiti, gli impegnino con le persone che hai intorno, i bisogni, ecc. «DAMMI LA DOPAMINA!» Sei un drogato senza speranza, ma la tua droga sono le cazzate. Non si nasce scrittori, non illudetevi: non lo si diventa. Bisogna “rubare il mestiere” degli altri. Ma anche, creare una strategia per crescere, per migliorare, per rendere la vostra scrittura, il più possibile adatta al lettore. Non c’è droga, c’è solo la magia, di quando sentirete il demone, cugino i di quello di Stephen King, che voi sussurrerò all’orecchio, le prime dolci paroline. Da quel momento in poi, non vorrete più drogarvi. dormire, lamentarvi: vorrete solo scrivere.

        Sarà come per Michelangelo, che dopo aver liberato Nettuno dal blocco di marmo, gli dà la martellata sul ginocchio gridando: perché non parli?

               Scrivere è scolpire nel vuoto parole perse nel tempo, recuperate o create da zero nel vostro cervello. La magia è trovare questo alterego mistico, che sarà il sussurratore nell’ombra. Sarete voi a sguinzagliarlo, una specie di Alien, come quello di Alan Dean Foster, che uscirà all’impazzata con questi denti cagnosi, incazzati e urlanti nel sibilo del grugnito.

               Quando questo accadrà, perché accadrà! Vorrete prendere la dopamina per riposare, per spegnere il demone, per dormire e prendervi una pausa dalla scrittura che fluirà quasi come un flusso continuo.

               «Adesso ti do la dopamina!»