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come suona

Chiediti come suona il tuo libro. Quale ritmo gli hai dato. E’ un sussurro sottovoce, o grida al mondo? Già quando sbatti su quei tasti, dovresti percepire il ritmo che stai trasferendo allo scritto. Nelle pause o nelle rincorse delle dita sulla tastiera ci sono i momenti di pausa, il respiro, la rincorsa, lo scatto, il momento critico. Bisogna entrare nel meccanismo psichico e addestrare il nostro cervello ad entrare in modalità: scrittura!

Come? Molto semplice, creando una “routine”. Che cos’è?

Ricorda, ritorna alla tua infanzia, e osserva la nonna, la mamma, la persona che ti accompagnava a letto. La luce soffusa, il pupazzo, le ombre, i suoni, gli odori. La voce ed il tono in cui veniva letta o raccontata una fiaba. Quando avrai finito, torna a ritroso a costruire tutto il percorso, numerando ogni fase in sequenza. Questa è la routine che hanno creato, e che ti hanno inserito nel cervello, una specie di interruttore che doveva farti dormire serenamente. Anche se ragioniamo un attimo, divagando. Cappuccetto rosso, bambina, contro il lupo cattivo, che si mangia la nonna. La bella addormentata nel bosco, punta dalla strega malefica con un fuso avvelenato. Hansel e Gretel rinchiusi dove altri bambini prima di loro erano stati rinchiusi e mangiati. Tutto sommato le fiabe classiche raccontate a noi bambini, non erano proprio così serene, anche se avevano un lieto fine. Quindi il potere della routine, non sta nel contenuto, ma nella sequenza logica, e negli stimoli. Al nostro cervello piacciono un casino gli schemi, le ripetizioni, le righe. Il subconscio ne va matto. Quindi quale sarà il tuo antro, la tua postazione di lavoro? Dove ti rintani a scrivere?

Cosa utilizzi, ti piace scrivere a penna, scrivi sul pc, sull’ipad, su un mac, detti al telefonino? Di che cosa ti puoi circondare per continuare a stimolare il subconscio? Orchidee, potpourì profumati, la pianta di basilico, le rose della nonna? La sedia o poltrona dove rimanere magari delle ore?

La tua bibita preferita, o la borraccia con l’acqua? I libri necessari, le informazioni, gli appunti che hai raccolto. Alcune foto, un poster. Che musica ascolti? Hai preparato la play list di scrittura? Molti dei miei romanzi sono scritti sulle note dei Red Hot Chilly Peppers, e Key Perry.
Devi creare la tua chiave cognitiva, uno stimolo sensoriale che ti riporti al punto dove hai lasciato. Come se facessi un’orecchia al libro, e poi riparti da li. Dev’essere così potente da farti rivivere esattamente la stessa sensazione, la stessa sicurezza, la stessa velocità di battute sulla tastiera.
Può essere uno profumo, come una caramella biologica al gusto di mirtillo. Qualcosa che esca dall’ordinario e che sia collegato solo a questo tuo momento magico in cui ti raccogli nella scrittura. Un luogo tuo, dove nessuno deve venire a disturbare, dove il telefono lo metti in modalità aereo. Dove i tuoi familiari, se sentono il ritmo del ticchettio sulla tastiera, non si devono sognare di rompere questo momento magico.


Scegli il posto, scegli almeno tre stimoli cognitivi, ovvero che stimolino almeno tre sensi contemporaneamente: gusto, udito, olfatto. Poi posiziona il tuo concept di scrittura sempre nello stesso modo, finché non diventa il Tuo concept.
Basta cazzate, devi cominciare a scrivere, devi avere fastidio nel mettere in ordine il tuo spazio, perché la fame di battere sui tasti dev’essere all’ennesima potenza.

Vai e scrivi, per diventare immortale.

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